Purarì l'Alma
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Dopo anni di quiete sospesa, in Via Simonetta a Cosenza, il portone di casa si riapre, piano.
Non vuole spaventare chi vi è dentro.La luce dell’ingresso a fatica ridisegna la silouette delle statuette in ceramica che si trovano nel salotto.
Subito un profumo di cipria e un lontano sentore di cucina, mi avvolgono come velluto.
Sono a casa e gli occhi si inumidiscono.
La polvere ha coperto tutto, ha fermato il tempo.
I pavimenti ricordano i passi.
Gli specchi, la sua figura.
La stola di visone ancora appoggiata sulla poltrona, come se fosse stata messa li la sera precedente.
Cerco le caramelle alla menta, sono sempre li, una certezza.Se non fosse per la polvere, sembrerebbe sia uscita solo un momento.
Apriamo le finestre, una alla volta.
L’aria cambia.
Le voci tornano.Le gocce di cristallo riprendono a riflettere la luce , i nostri volti si intrecciano, si confondono negli specchi e nelle vetrine, come fossero uno solo.
Come fossimo lei.